Il totocalcio e le scommesse ippiche stanno perdendo sempre più terreno nei confronti delle slot machine e dei video poker collocati nei locali pubblici italiani. La causa principale della diminuzione dell’interesse pubblico per questi tipi di scommesse sono il disinteresse dei gestori delle ricevitorie a pubblicizzare questi prodotti, e il ricambio generazionale avvenuto nell’era in cui si è sviluppata l’internet.

Per un gestore, i guadagni provenienti dalla slot machine e dai video poker sono molto maggiori di quelli provenienti dalle schedine del totocalcio o delle scommesse ippiche del tris.

Per vendere schedine del totocalcio e del tris sono richieste sia la conoscenza delle regole dello sport e della situazione delle squadre, e lo stesso vale per le corse ippiche, mentre dal momento in cui una slot machine o un video poker sono collocati nel bar, l’unico lavoro che il gestore ha da fare è contare i soldi accumulati nelle casse a fine giornata.

Per riuscire a totalizzare le entrate di una sola slot machine o di un solo video poker all’anno, un gestore dovrebbe vendere circa 50,000 schedine annue, per un lavoro medio di due ore giornaliere.

La seconda causa che ha molto influito sul disinteresse per totocalcio e tris è il ricambio generazionale. Le nuove generazioni vanno per vie sbrigative, e l’interesse è destato da giochi che danno guadagni ben definiti per scommesse ben definite, e non come il totocalcio che è alla stregua di una vera lotteria. E la slot machine e il video poker rispondevano esattamente ai requisiti cercati dai giocatori della nuova generazione.